Come Scegliere un Activity TrackerCome Scegliere un Activity Tracker? In questa guida utile vi spiegheremo passo passo come scegliere il giusto activity tracker per le vostre esigenze e quali parametri bisogna prendere in considerazione prima di effettuare un eventuale acquisto.

Un Activity Tracker è un prodotto di recente sviluppo pensato per monitorare l’attività fisica quotidiana, non necessariamente a livello agonistico, facendo riferimento anche ai piccoli movimenti che facciamo ogni giorno, tenendo così sotto controllo una serie di parametri più o meno utili al nostro corpo. Fondamentalmente si tratta di piccoli computer integrati in supporti a forma di bracciale, che spesso sono in grado di dialogare con pc e smartphone allo scopo di fornire un’analisi più accurata e dettagliata di quanto rilevato e archiviato durante l’utilizzo.

Come per ogni altro prodotto presente sul mercato, i produttori e i modelli di activity tracker sono moltissimi, ma grazie a questa nostra Guida, vi aiuteremo a capire come scegliere l’Activity Tracker più giusto per le vostre esigenze.

In generale ciò che può differenziare i vari prodotti si può dividere in tre categorie: hardware, software e design.

L’hardware riguarda la componentistica interna utilizzata, l’aspetto tecnologico, i sensori presenti e le funzionalità disponibili, mentre parlando di software si va ad approfondire l’esperienza utente, la compatibilità con altri dispositivi ed il supporto fornito; nel design rientra infine tutto ciò che riguarda non solo l’aspetto estetico, ma anche quello funzionale, i materiali utilizzati e ciò che ne deriva. Tutto ciò va poi ovviamente inquadrato in base alle nostre esigenze e al prezzo richiesto.

1. Hardware

Nonostante si tratti di piccoli computer veri e propri, in generale quando si confronta l’hardware di due Activity Tracker, non è necessario fare riferimento ad elementi come processore e memoria di massa, in quanto sia che si abbia accesso al dispositivo, sia che ciò non sia possibile, tutti i prodotti sul mercato sono tarati in maniera tale da fare ciò per cui sono stati realizzati, senza mancanze circa fluidità, velocità e capacità di calcolo.

Il primo distinguo che va fatto è sicuramente sui sensori, in senso quantitativo: di quali sensori abbiamo bisogno e quali sono quelli disponibili? Pensando a un Activity Tracker è facile ipotizzare la presenza di un contapassi e di un sistema per un calcolo approssimativo delle calorie consumate, ma c’è molto di più: controllo del battito cardiaco, monitoraggio del sonno, GPS, riconoscimento delle scale salite, controlli remoti per lo smartphone, giroscopio, barometro e così via.

Se pensiamo che alcuni di questi possono avere un buon impatto sul nostro stato di salute psico-fisica è sicuramente il caso di perdere qualche minuto a controllare le opzioni, cercando di distinguere tra ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che ci farebbe piacere avere e ciò che riteniamo non ci serva. Prendiamo poi informazioni circa la qualità dei sensori, in quanto la loro presenza non è da sola di accuratezza, talvolta per mancanze del produttore, talvolta per scelte precise: uno sportivo avrà ad esempio bisogno di un controllo preciso e costante delle pulsazioni, motivo per il quale scarterebbe sicuramente un dispositivo che ha sì un sensore atto allo scopo, ma programmato per effettuare un controllo periodico anziché costante.

Un sensore GPS accurato è fondamentale per chi è solito fare escursioni in luoghi poco frequentati, mentre ha un’importanza trascurabile se utilizzato solo per calcolare i km della corsa fatta attorno l’isolato.

Gli Activity Tracker si distinguono in due grossi gruppi in base alla disponibilità delle informazioni memorizzate: quelli che consentono una consultazione direttamente sul dispositivo, utilizzando uno smartphone solo per avere informazioni aggiuntive e più dettagliate, e quelli che non comunicano in alcun modo con la persona se non attraverso altri dispositivi; da un lato un modo per controllare le attività nel mentre si stanno svolgendo, dall’altro un modo per averne un riepilogo a fine giornata.

Fondamentale per scegliere un Activity Tracker è l’autonomia della batteria integrata; se pensiamo agli smartwatch di ultima generazione, che possono essere considerati come Activity Tracker particolarmente sviluppati e con molte funzioni, che hanno un’autonomia di quasi 2 giorni, è ovvio che per un ‘’semplice’’ Activity Tracker il minimo accettabile sale ad almeno 4 o 5 giorni; l’ultima cosa di cui si ha bisogno è un ulteriore dispositivo in casa da dover caricare quotidianamente. Considerando questi prodotti come modulari (nel senso che la presenza di un sensore non condiziona gli altri), è chiaro che all’aumentare delle funzionalità che vengono offerte, aumenta anche il prezzo richiesto, in maniera anche abbastanza lineare.

2. Software e Supporto

Molti Activity Tracker di ultima generazione offrono un touchscreen da cui poter eseguire una serie di operazioni e controlli di base, con l’ausilio di piccoli sistemi operativi personalizzati che incidono non poco sulla cosiddetta esperienza utente e sulla semplicità di utilizzo.

Ciò che però può fare realmente la differenza nel scegliere un buon activity tracker, riguarda il supporto remoto: di tutti gli Activity Tracker in commercio, un ristretto numero ha possibilità di funzionare autonomamente dal supporto di uno smartphone, alcuni hanno necessariamente bisogno di averne sempre uno nelle vicinanze con cui dialogare, ma la quasi totalità dei produttori offre applicazioni di supporto per facilitarne l’utilizzo e migliorare la leggibilità dei dati registrati.

Nello scegliere un nuovo Activity Tracker è quindi importante che la nostra scelta si direzioni verso prodotti che abbiano compatibilità con i dispositivi già in nostro possesso: quasi tutti i produttori, in ogni caso, hanno provveduto a sviluppare applicazioni per la compatibilità con i sistemi operativi più diffusi, quali iOS, Android e WindowsPhone. Supporto e compatibilità non significa però qualità: ogni produttore ha il suo software, che spesso varia molto da un dispositivo all’altro.

Direzioniamoci verso qualcosa che ci assicuri leggibilità e semplicità d’uso, se possibile con la possibilità di cambiare in remoto le impostazioni dell’Activity Tracker, cosa spesso quasi impossibile da fare direttamente sul dispositivo. Questi software sono attualmente l’unica carta in mano ai produttori per migliorare quanto possono offrire, senza andare a modificare l’aspetto economico e, in un mondo che va verso la condivisione delle informazioni e una vita sempre più condizionata dalla tecnologia, questo è un fattore molto importante.

3. Il Design

Parlare di design per molti significa parlare esclusivamente di un fattore estetico, ma ciò è vero solo in parte. Nel design rientrano la forma, l’ergonomia, la leggerezza, i materiali utilizzati, la resistenza del prodotto. Se per quanto riguarda il lato estetico di un Activity Tracker non ha molto senso parlare di suggerimenti, essendo questo un ambito molto soggettivo, ci sono casi in cui ciò diventa rilevante: se abbiamo bisogno di un Activity Tracker per delle escursioni, potremo tranquillamente utilizzarne un tipo con la possibilità di aggancio alla cintura o allo zaino, mentre utilizzeremo sicuramente un dispositivo da polso se avremo la necessità di controllarne spesso alcuni valori.

L’ergonomia è sempre fondamentale, soprattutto se si tratta di un dispositivo che andrà indossato, come quelli a forma di bracciale, in quanto pensati per essere portati durante tutto l’arco della giornata: in quest’ottica avere qualcosa che ben si adatta alla forma del polso o che comunque non crei difficoltà di movimento ha la sua importanza, sia per quanto riguarda l’attività fisica che la vita quotidiana.

Il discorso si complica per quanto riguarda i materiali utilizzati: la scelta dei materiali incide sicuramente in maniera notevole sul prezzo del prodotto finale, ma non per forza apporta differenze significative per quanto riguarda la qualità; l’utilizzo di acciaio inossidabile, materiali plastici rigidi o polimeri di vario tipo è spesso dettata da una serie di fattori che vanno analizzati nel loro complesso, non potendo per ora parlare in assoluto di un materiale migliore rispetto ad altri.

Sicuramente prediligeremo materiali morbidi e gommati per un utilizzo sportivo assiduo, data la loro grande capacità di adattarsi al polso senza creare problemi o irritazioni, e materiali plastici o metallici per un uso meno attivo e più sedentario, dato il loro impatto visivo sicuramente molto più elegante.

Qualunque sia il materiale di cui è fatto un Activity Tracker comunque, è bene controllare che presenti delle buone garanzie di robustezza e resistenza a condizioni atmosferiche avverse: una certificazione IP67 (possibilità di immersione continua in acqua fino a un metro di profondità per mezz’ora) è attualmente il massimo disponibile nei prodotti della grande distribuzione, ma se non è possibile averla, deve almeno garantire l’impermeabilità agli schizzi e alla polvere, unita in ogni caso a una notevole resistenza dello schermo ai graffi e agli urti. 

Un Activity Tracker è un prodotto che sarà molto probabilmente indossato in maniera continuativa e sarà quindi soggetto a un gran numero di sollecitazioni e ad entrare in contatto con oggetti come monete o chiavi, che rischierebbero di danneggiarlo molto facilmente senza un supporto degno di tale nome. Prodotti di buona qualità dunque, utilizzano materiali che offrono ottime garanzie come il Gorilla Glass (solitamente la terza generazione), che almeno virtualmente dovrebbe avere una resistenza tale da far fronte a quasi tutto ciò che può capitare, mentre su alcuni Activity Tracker di fascia alta lo schermo è coperto da vetro zaffiro, che con un valore di 9 mohs (la scala Mohs è utilizzata per identificare la durezza di un materiale, in cui 10 è il valore più alto) può essere rigato nella quotidianità solo dal diamante.

4. Prezzi

Il costo di un Activity Tracker può variare notevolmente, andando da meno di 50€, per un modello in grado solo di contare i passi, la distanza percorsa e le calorie bruciate, ad alcune centinaia per i modelli di fascia alta, per arrivare a superare i 1000 € prendendo come riferimento alcuni smartwatch che integrano in fin dei conti tutto ciò che un Activity Tracker rappresenta, con l’aspetto di orologi tradizionali o dall’aria futuristica, e con molte funzioni aggiuntive interessanti.

5. Conclusioni

Per scegliere un buon Activity Tracker è fondamentale rimanere con i piedi per terra, perché se con altri dispositivi il rischio maggiore è quello di spendere troppo o comunque avere un prodotto che non si riuscirà a sfruttare a pieno, in questo caso il problema è più rilevante: rischiamo di acquistare qualcosa che non sarà in grado di soddisfare le nostre esigenze, nonostante possiamo aver speso ben più del previsto. A questo punto ciò che è necessario fare è:

  • Chiedersi il motivo per il quale ne necessitiamo uno: la risposta è personale, e può anche essere semplicemente dettata dalla voglia di provare questo tipo di accessorio, ma la nostra scelta si regolerà di conseguenza;
  • Individuare i sensori di cui abbiamo bisogno e controllare che facciano ciò che ci interessa;
  • Assicurarci che la forma sia congeniale all’uso che intendiamo farne e che, anche questo è importante, sia di nostro gradimento;
  • Provare l’interfaccia e verificare che l’uso sia intuitivo e che ci fornisca le informazioni che cerchiamo;
  • Controllare che l’Activity Tracker riesca a dialogare con il nostro smartphone e che l’applicazione che li mette in comunicazione sia chiara, semplice e che funzioni senza intoppi;
  • Scegliere l’Activity Tracker in base alle nostre tasche, in quanto i prodotti che hanno passato questi setacci saranno tutti in grado di soddisfarci.

Share Button